INTERVISTA A CARLO ALBASIO

D: Quali sono i soggetti della tua pittura?
Il mio interesse si focalizza sulla figura umana, o meglio in generale sugli esseri viventi. E’ il corpo nelle sue forme e manifestazioni che fa da protagonista nella mia pittura. Nei miei quadri il paesaggio compare raramente o se c’e’ fa da sfondo a qualche massa organica. Per lo piu’ si tratta di corpi femminili, non necessariamente giovani e belle donne anche se le mie modelle in generale lo sono. Ho anche modelle in eta’ avanzata con corpi non esattamente come quello di Kate Moss.  E’ il decadimento della carne che mi interessa mostrare, la mutazione  del corpo dalla nascita alla totale dissoluzione.Ho un grande rispetto per il fisico delle persone. Talvolta salgo sul metro’ e rimango fino al capolinea solo per osservare la gente che popola le carrozze e le stazioni, una stupenda varieta’ che rappresenta la commedia della vita, e molto spesso il dramma. Parigi e Londra sono generose fornitrici di modelli viventi. Anche Milano negli ultimi anni e’ diventata multietnica e costituisce  un interessante palcoscenico.

D: Cosa significa per te un tuo quadro?
Concepisco il quadro come una finestra che da’ su un universo altro da quello in cui vivo. La cornice e’ l’entrata in questo universo e mano a mano che procede nella sua definizione, il quadro prende forma e si anima di vita propria fino a diventare autonomo e indipendente da me.Il soggetto del quadro mi scruta e mi interroga . A questo punto io non ho piu’ il diritto di intervenire sul dipinto. ll quadro ha una sua esistenza e si ribella a qualunque interferenza esterna.E’ il burattino che da tronco informe prende vita e si muove e se ne va per conto suo. Per questo motivo io non dipingo se non nel mio atelier, chiuso tra le quattro mura e da solo, con la sicurezza di avere davanti a me molte ore senza che nessuno mi disturbi, senza telefono che squilla o altre interferenze nocive.
L’atto d’amore si compie solo a due e richiede l’isolamento e la totale tranquillita’ altrimenti le emozioni che sopraggiungono a ogni pennellata generano un mostro, un quadro senza vita . Se invece l’atmosfera e’ quella giusta il dipinto si squaderna vivo e la più grande emozione è quella di indietreggiare dal cavalletto e vedere che il risultato e’ meglio del previsto.

D: Quale tecnica preferisci?
Ho dipinto molti quadri a olio su tela. La pittura a olio e’ quella che mi da piu’ soddisfazione e risultati vicini a quello che intendo ottenere. L’olio e’ il mezzo piu’ idoneo al raggiungimento del colore della carne e delle sfumature piu’ delicate e difficili da ottenere. E’ incredibile come molti risultati avvengano per caso, talvolta per errore. La cosa e’ molto eccitante e riempie la giornata che talvolta nasce male e con fatica.Nell’inverno tra il 2010 e il 2011 ho passato molti mesi a dipingere a olio su carta paglia, quella che i macellai usano per incartare le bistecche, e che ora e’ difficile da trovare.Me la fornisce in grandi fogli una cartiera in Toscana.La resa del colore a olio sulla carta paglia e’ meravigliosa. Si raggiungono effetti difficilmente ottenibili con la tela o con la tavola di legno.Ho eseguito anche molte tempere all’uovo su carta paglia .La tempera e’ un mezzo molto stimolante. Mi piace molto perche’ asciuga in poche ore, come l’acrilico che invece non uso perche’ lo trovo freddo.Disegno molto. Disegni di medie e grandi dimensioni che prendono molte ore e talvolta giorni, ma anche schizzi rapidi di pochi minuti.Disegno sempre. Giro con le tasche piene di matitone con mine molli e sfumini e piccoli blocchetti di carta.Ogni giorno e’ come se ricominciassi daccapo. Occorre tenersi in costante allenamento se si vuole mantenere un buon livello. Come un pianista , per grande che sia, si allena per ore ogni giorno e migliora sempre.Ho una grande ammirazione per gli esecutori che si esibiscono in pubblico.Hanno un’incredibile forza a reggere fino in fondo di fronte a una platea di gente pronta a distruggerli al minimo errore

D: Che rapporti hai coi colleghi?
Amo molto gli altri pittori e pittrici e ne rispetto gli stili anche se talvolta sono lontanissimi dal mio. Ho molti amici e amiche tra di loro. Mi piace incontrarli e scambiare con loro preziosi consigli e idee. Imparo sempre qualcosa di nuovo . Mi piace molto aiutare i giovani . Ce ne sono di bravissimi .Alcuni sono davvero eccezionali. Sono felice quando ne scopro di nuovi .

D: Cos’e’ per te la felicita’?
Io sono molto fortunato e felice. Mia moglie con cui sono sposato da 48 anni e’ una meravigliosa compagna di vita. Quando poi penso a mia figlia e ai miei due figli e agli otto nipoti posso anche metter da parte la pittura… solo per qualche manciata di minuti, s’intende.

Francesco Serra di Cassano, Agosto 2011

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